martedì, 22 settembre 2009
Così, tanto per provare
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lunedì, 21 settembre 2009
Ieri abbiamo passato un pomeriggio al cinema e, ovviamente, abbiamo scelto l'Era Glaciale, io adoro questa serie.
L'idea era quella di andarci tutti e 4 insieme allo spettacolo delle 15.00 in 2 dimensioni, un normale cartone animato al cinema.
Stavamo arrivando...
Gaia: "Giada ha fatto cacca"
Giada: "E sì, mi scappava"
Gaia: "Ha il pannolino?"
M&P: "Sì, ce l'ha"
P: "Abbiamo un pannolino di cambio?"
M: "Sì, l'ho portato"
Un minuto dopo...
Gaia: "Giada si è addormentata"
M&P: "Dorme, che si fa?"
Ormai siamo arrivati davanti all'ingresso, rapido consulto e decidiamo che papà e Giada tornano a casa a cambiarsi e a dormire e mamma e Gaia vanno a vedersi il film in 3D.
Io e Gaia entriamo, paghiamo il biglietto e ci assicuriamo dei posti in prima fila, compriamo il pop corn e il the e la coca per mamma.
Tra pop corn e bicchieri ad un certo punto ho fatto confusione e ho dato a Gaia il bicchiere con la coca, lei ne ha bevuto un sorso e poi mi ha detto con faccia schifata: "Mamma, ma questa è coca!", e così ha finalmente assaggiato la coca e ha scoperto che non le piace.
Entriamo dopo ben 30 minuti di attesa e parecchi pop corn dopo, ci guardiamo quasi tutta la pubblicità e Gaia: "Mi scappa la pipì".
Rientriamo che sta quasi per iniziare...
All'inizio c'è Diego che rincorre una gazzella e Gaia, forse colpa anche del 3D, vuole tornare a casa, allora viene in braccio, poi capisce che anche la tigre è brava, e ancora: "Mi scappa la pipì".
Usciamo di nuovo e mi dico che la prossima volta non si beve.
Rientriamo e Gaia decide che il film le piace proprio, si mette comoda comoda sulla sua poltrona.
Il 3D mi ha molto colpito, mi aspettavo qualcosa di un po' banalotto, ma, invece, è davvero sorprendente.
Ellie sta per partorire la cucciola, "Mamma mi scappa la pipì", la prossima volta niente liquidi dalla mezzanotte.
Rientriamo e Ellie ha già la piccola Pesca vicino a sè, Diego le guarda teneramente e Mannie prende la piccola con la sua proboscide rincretinito come tutti i neopapà.
Il film finisce, Gaia è davvero entusiasta, lo schermo è grande, vero, ma il mare di più...
Usciamo e papà non c'è, chiamo, Giada dorme ancora, l'ha cambiata mentre dormiva e ormai sono quasi 3 ore di nanna, si può anche svegliare per venirci a prendere.
Gaia è in fase di ipermovimento da stanchezza.
Bagno, cena veloce e nanna.
La prossima volta riproviamo ad andarci in 4 e magari vedremo un normale film 2D.
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crescere, bimbe, domande e dialoghi
domenica, 20 settembre 2009

Si sono rivisti, l'undici settembre era un martedì e giovedì lei iniziava la scuola.

Si sono visti, lei era sul treno che stava partendo e lui era appena arrivato con un altro treno, si sono salutati a gesti e si sono detti "sarà per la prossima volta".

Poi si sono visti il lunedì successivo, pochi minuti sul marciapiede del binario 10, si sono detti tutto e niente, lui ha fatto finta di essere un fan dei Beatles come lei, lei gli ha creduto, poi ha scoperto che era tutta tattica. si sono visti anche martedì e mercoledì.

Mercoledì 19 settembre, sempre al binario 10, lui si è avvicinato sempre di più e ha chiesto "posso?", lei ha fatto spallucce, come se non fosse così importante, lui ha proseguito e quello è stato il primo bacio della loro storia.

 

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venerdì, 18 settembre 2009

Normalità...
Finalmente ritorno alla normalità.
Basta doppio asilo, inserimento, spero, concluso, orari di lavoro quasi normali.
Stamattina sono entrante da sole, si sono cambiate le scarpe da sole e da sole sono entrate ciascuna nella propria sezione e hanno iniziato con le loro attività preferite, disegno per Gaia e costruzioni per Giada.
Un bacio sereno a mamma e mamma cacciata al lavoro.
Normalità...

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bimbe, asilo
giovedì, 17 settembre 2009

Gaia: "Mamma, ma il tuo lavoro è lontano?"

Mamma: "Sì, tesoro"

G: "Mamma, ma anche il lavoro di papi è lontano?"

M: "Sì, piccolina"

G: "Mamma, il lavoro dovrebbe essere vicino e vicino al lavoro anche l'asilo"

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domande e dialoghi
giovedì, 17 settembre 2009

Andando all'asilo che le piace perchè "fa e impara cose belle", sa che m&p non sono soddisfatti del lavoro che fanno, al lavoro di papi ci sono i cattivi e quello di mamma non è bello.

Gaia: "Io voglio che anche tu e papi facciate cose belle"

Ci stiamo lavorando piccolina, ci stiamo lavorando...

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bimbe, domande e dialoghi
lunedì, 14 settembre 2009

Oggi primo giorno di asilo, per entrambe.
Asilo nuovo per Gaia e rito di passaggio per Giada, dal nido all'asilo.
2 bimbe, 2 inserimenti, 2 sezioni, 1 mamma.
Ecco, si inizia già così, mamma part time per entrambe. E così ho deciso di accompagnare prima Gaia nella sua nuova classe, presentarle la sua nuova maestra, accennare che a Gaia basta dare fogli e pennarelli e si è a posto e poi via con Giada nella nuova classe di Giada.
Ho confidato sulla solarità che emana la nuova maestra di Gaia e sull'entusiasmo che in questi giorni ho cercato di infonderle per questa nuova avventura, e in effetti è arrivata abbastanza tranquilla.
Ho portato poi Giada nella sua nuova classe e qui è stata più dura, ha fatto la koala per un po' guardandosi comunque intorno, poi su invito si è seduta con gli altri bimbi al tavolo e ha giocato tranquilla con la plastilina senza mai girarsi dietro e lasciandosi portare via il ciuccio.
Finita l'ora di inserimento (ma perchè non lasciarli subito tutto il giorno o quasi?) siamo andati a prendere una Gaietta caricata a molla, un entusiasmo incredibile, un sorriso che brillava e una felicità incontenibile.
Mi hanno detto che è andato tutto benissimo e che ha chiesto perchè non poteva restare a mangiare (già perchè?), e già non vedeva l'ora di tornarci.
Nella sua faccina seria anche Giada ha detto che le è piaciuto, le credo sulla parola perchè dall'espressività non si sarebbe detto, vediamo domani.
Poi siamo andati all'asilo del pomeriggio, già perchè l'inserimento è all'asilo vero, per il pomeriggio devo appoggiarmi ad un'altra struttura con un nome poco felice di baby parking.
Non sapevo come l'avrebbero presa questa cosa del doppio asilo, anche se le avevo preparate con tanti racconti, appena entrate hanno visto una piscinetta con tante palle blu, immagino che siano ancora là dentro...
Del resto Gaia era ancora carica dalla novità dell'altro asilo e Giada dal fatto che qui ci sarebbe stata anche Gaia...
Vedremo all'uscita i commenti...

Non le vedevo così felice e così serene da tempo, dopo erano tutte chiacchiere, non la smettevano più, ovviamente sovrapponendosi, però davvero serene, dopo i nove giorni un po' così con la zia, questa cosa del doppio asilo è una vera ventata di novità e, a quanto pare, a loro le novità piacciono.

Il secondo asilo oltre a baby parking si chiama "paese dei monelli" e direi che ci siamo, è più un nido, quindi, funziona un po' da cuscinetto giochi tra l'impegno dell'asilo vero e il ritorno a casa. L'asilo vero è anche una english school e, quindi, inizialmente un po' più impegnativo.

Domani sarà il secondo giorno quando ci si rende conto che la novità diventerà quotidianità...

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lavoro, crescere, bimbe, asilo, precarietĂ , essere mamma
venerdì, 11 settembre 2009

Lei, come al solito, in largo anticipo, il suo treno dovrebbe partire alle 14 e qualcosa, ne vede uno che parte alle 13.42, ci sale, tanto vale arrivare in anticipo all'appuntamento con la sua amica.
Sta ancora pensando al rosso e il nero, proprio quel romanzo non riesce a farselo piacere, niente a che vedere con Madame Bovary, che ormai ha già letto varie volte e sentito per radio al mattino insieme a sua nonna e commentato con lei.
E poi oggi vorrebbe incontrare il suo principe azzurro, almeno per una settimana o due, è ancora alle prime esperienze e soprattutto ha solo 15 anni, non cerca ancora l'uomo della vita.

Lui arriva trafelato alla stazione, prende il treno delle 13 e 18 tutti i giorni per andare a casa a mangiare, poi ne prende un altro per tornare al lavoro.
Quel giorno, un imprevisto, lo accompagna alla stazione un suo collega, ma ormai il treno è perso.
Il prossimo è quello delle 13.42, va al binario e cammina lungo il marciapiede guardando dentro al treno, sia mai che riesce a scambiare qualche battuta con una ragazza, in fondo ha solo 18 anni e voglia di ridere un po'.

Lei è lì che guarda fuori dal finestrino in attesa che il treno parta, ancora persa in Stendhal, però ogni tanto il pensiero da 15enne fa capolino, spera che un ragazzo carino si sieda di fronte e attacchi bottone.
Lui si siede con fare spavaldo chiedendo se il posto è libero, più o meno si butta sul sedile in modo un po' scomposto.
Chiede l'ora alla ragazza di fronte e attacca bottone.
Lei non vuole darle corda, quando si è seduto il primo pensiero è stato "questo proprio no", però lui è simpatico e la fa sorridere.
Lui le racconta del treno perso e ci prova spudoratamente con la frase "non tutti i mali vengono per nuocere".
Scoprono che al mattino lui arriva a Cadorna e lei parte da Cadorna, la scuola inizia dopo un paio di giorni, forse si vedranno...

Lui arriva a casa, mangia e torna al lavoro e ogni tanto pensa alla ragazza con gli occhi blu che le ha già lasciato il numero di telefono.
Lei racconta l'incontro alla sua amica, ma poi lo dimentica un po'.

Sì, poi si sono visti ancora quando lui arrivava e lei partiva...

Ora hanno G&G e il ricordo di quel treno perso...

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pendolarismo, orma
giovedì, 10 settembre 2009

Gaia ha deciso di non fare il corso successivo di ritmica due volte alla settimana al palazetto con le bimbe più grandi, vuole seguire il corso una volta alla settimana nella palestra gialla e blu, per questo rinuncia al saggio che ci sarà domenica.

Se ha deciso così ovviamente per noi va bene, ma è giusto che si prenda la responsabilità delle sue scelte e che sia lei a dirlo alle sue istruttrici. Stasera l'ha detto alle sue istruttrici, gli ha detto che vuole fare ginnastica nella palestra gialla e blu, gli ha detto che non farà il saggio perchè non si è allenata.

Seguire di nuovo il corso con le piccole con questa presa di responsabilità è un passo avanti e non un passo indietro.

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crescere, regole, bimbe, ritmica
martedì, 08 settembre 2009
Non mi è mai sembrato molto bello il pensiero di non frequentare persone con idee educative diverse dalle nostre, specie se amici di vecchia data.
Eppure...
Abbiamo questa coppia di amici con figli che hanno la stessa età delle nostre, soprattutto le rispettive piccolette che hanno solo 2 giorni di differenza.
Già mi facevo film su questi bimbi che crescevano insieme, ma ora non sono più così sicura che sia questo che voglio.
Ci sono alcuni aspetti che mi lasciano perplessa anche se ritengo che ognuno ha diritto di crescere i figli con il metodo che più ritiene opportuno.
Ci sono alcune linee guida che io cerco di mantenere, no alla coca-cola nel modo più assoluto, no al caffè nel modo più assoluto e parsimonia, molta parsimonia nell'uso della televisione.
Il grande, da poco 4 anni, beve la coca-cola da quando ha smesso di bere il latte e la piccola il caffè da subito dopo lo svezzamento, prima pochi cucchiaini, ora la mezza tazzina.
La tele è sempre accesa, certo su canali per bimbi, cartoni animati, la casa di topolino,... però è un megaschermo e i bimbi sono a 2 centimetri e, comunque, un po' di assenza di immagini e suoni ritengo sia molto più educativo.
...e poi un "decerebrato" di troppo, questa è stata la cosa che più mi ha colpito.
Io urlo con le mie piccolette, a volte troppo, però urlo quello che vorrei fosse fatto e quello che stanno facendo, ma mai e poi mai gli urlo un "decerebrato" (ammesso che lo capiscano) e nemmeno glielo sussurro.
Ecco questa cosa mi ha molto colpito e mi ha lasciato davvero male.
Lo so, probabilmente sono piccolezze, a Gaia ho sempre detto che la coca fa male al pancino dei bimbi e lei vede che D la beve e mi chiede perchè, allora le rispondo che fa male anche a D, ma che non tutti i genitori hanno le stesse regole e vedono le cose nello stesso modo, lei ha accettato questa spiegazione e non mi ha più chiesto niente e nemmeno mi ha mai chiesto di assaggiare la coca.
Forse è educativo anche questo, non so, vedere le differenze, non so, le regole mi sembrano ben interiorizzate, però...
digitalizzato da: orma alle ore 10:02 | Permalink | commenti (6)
amicizia, regole, essere mamma