mercoledì, 08 luglio 2009
Dovevo nascere il 7 e quindi oggi avrei già 40 anni + 1 giorno e invece ho ancora 19 giorni per poter dire di avere 39 anni.
Sì, lo sto vivendo proprio male questo incontro con i fatidici anta, a dire il vero in questi ultimi giorni sto un po' facendo pace con me stessa e con il mio doppio, forse perchè mi sto occupando di me, forse perchè andare a nuotare un paio di volte alla settimana mi piace proprio e poi forse anche perchè so che il mio doppio ha i giorni contati, tra pochi mesi sparirà.
Però sono pur sempre quaranta e il peso di un po' di fallimenti me li sento sulle spalle, un po' di scelte sbagliate, il ritardo di alcune altre scelte, sì, lo so, è passato, il passato non si può cambiare, dal passato si può imparare.
Dovevo nascere il 7 e sono nata il 27, tra queste due date lo sbarco sulla Luna, ero già in ritardo con la nascita, ma in fondo aspettavo solo che mi venissero a prendere lassù.
Per me l'allunnaggio è sempre stato molto significativo, ci ho giocato molto con la fantasia su quegli straordinari giorni prima della mia nascita.
Io sono quella nata dopo lo sbarco, il papà è quello nato prima, dopo il mondo non è più stato lo stesso e quando ero piccola mi sentivo addosso quell'euforia della scoperta e della ricerca, quell'urgenza dell'esplorazione di nuovi mondi.
Sì, quando ero piccola era come se davvero sulla Luna ci fossi stata anch'io, in fondo mi avevano portato giù da lì con l'Apollo e poi ero arrivata direttamente dall'America alla Mangiagalli a Milano.
Negli anni ho recuperato articoli di giornale di quei giorni come se parlassero di me.
Da piccola mi mettevo al centro del mondo (anzi del Sistema Solare, dato che poi in fondo non avendo un padre reale ho puntato direttamente al Sole, ma questa è un'altra storia), ora mi sento un puntino invisibile dell'universo...
E questo puntino tra 19 giorni compie 40 anni, è cominciato il count down, tanto per restare in tema.
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orma
martedì, 07 luglio 2009

Fino a ieri era "picco'a" e per questo doveva tenere il ciuccio.

Da oggi è "piccoLina" e per questo deve tenere il ciuccio.

Sì, lo so, cambiando l'ordine dei fattori il risultato non cambia, ma che sorpresa e che conquista quella elle così ben pronunciata per la prima volta!

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crescere, bimbe, domande e dialoghi
martedì, 07 luglio 2009

Giada si è inventata un lavoro, un lavoro che penso poche mamme vorrebbero per i propri bimbi e che credo non sia nemmeno legale.

Giadina, il mio venticello primaverile, da un po' di tempo in qua fa le prove per diventare stunt baby.

Eravamo in municipio in attesa di fare un certificato e lei, per ingannare il tempo, si fa cadere dalla sedia, simula la caduta e una volta per terra si gira ridendo, ovviamente avevo gli occhi di tutta la coda che passavano da lei a me e viceversa, tutto questo pubblico l'ha galvanizzata e ha continuato la sua performance con assoluta nonchalance.

Ovviamente non è stato solo un exploit (ma quanto sono francese!), si è ripetuta altre volte dopo quel successo di pubblico, anche in privato, il massimo per lei è arrampicarsi su di me per lasciarsi poi cadere simulando una caduta vera.

Si accettano ingaggi!

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giocare, bimbe
venerdì, 03 luglio 2009
Secondo la nota poesia di Gibran io sarei l'arco che scocca lontano le mie frecce.
Eppure da un po' di tempo in qua le parti si sono invertite.
E' la semplice presenza di GiGa la molla scatenante le mie azioni.
La mia vita ruota attorno a loro, ma non mi sono annullata per loro, sono rinata grazie a loro.
Ho riscoperto me e il mio equilibrio
ora vado regolarmente in piscina
un anno e mezzo fa ho ripreso gli studi e ora sono finalmente alla tesi
ho intrapreso un percorso che mi riporterà ad una forma fisica decente e che mi rieduchi ad una corretta alimentazione
lo faccio per loro, certo, perchè voglio che imparino da esempi e non da indottrinamenti
per loro sono tornata a me, per loro voglio un lavoro che mi soddisfi di più, anche se per loro ora va bene questo che mi permette orari flessibili, la piscina in pausa pranzo, le mezze giornate per la tesi o per le visite.
Loro sono il mio arco oggi, perchè poi io freccia diventi il loro arco domani.
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bimbe, orma, essere mamma
venerdì, 03 luglio 2009

E' finita davvero così poi...

E' uscita in silenzio dalla mia vita in un sabato mattina, solo un paio di telefonate dicendo che sarebbe tornata, ma poi, per fortuna, non lo ha fatto, ormai avevo 28 anni e l'abbandono a quest'età si sopporta meglio e poi non è stato un vero e proprio abbandono, semplicemente ha scelto di non dover dire cose a sua figlia per non perdere quel marito.

E così non l'ho più vista nè sentita, e ci è riuscita davvero io non mi ricordo più di aver mai avuto una madre, mi ricordo di aver dormito con una mamma da piccola strette strette, ma poi ricordo una donna che chiamavo "madre" e non più mamma.

E ora due piccolette mi chiamano mamma e io le abbraccio strette strette e doso ogni parola, anche quando urlo un po', sto attenta a quello che gli urlo e non le colpevolizzo mai delle discussioni dei grandi, loro di quelle non hanno certo colpe, sto anche imparando ad urlare meno, e sono contenta che abbiano un papà, il loro papà, e non dovranno mai recitare parti se non su un palcoscenico.

Loro sono il mio nuovo inizio, il resto è passato, se non fosse per questi colloqui propedeutici all'intervento...

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passato, bimbe, orma
venerdì, 03 luglio 2009

Perchè bisogna fare la visita dallo psicologo se ci si vuole sottoporre a bendaggio gastrico?

La psicologa è giovane, normopeso, bionda e carina, ha un bel viso che suscita simpatia, e non mi guarda come se fossi una cicciona, ma mi guarda solo come persona, mi piace, ma ecco la domanda:

"Ha subito qualche trauma?"

Io non so come rispondere, ma in ogni caso questa domanda fa sì che io inizi a raccontare con gli occhi che mi si riempiono di lacrime anche se non vorrei, anche se pensavo ormai fosse tutto superato, anche se io non lo so se si possono chiamare traumi, ma a quanto pare sono piaghe che io continuo a portarmi dentro se quando ne parlo mi si riempiono gli occhi di lacrime e mi manca il respiro e racconto e racconto.

9 anni, è finita la scuola, mia madre si sposa, sì, se ne parla da un po', ho aiutato a preparare le bomboniere, sono contenta perchè la vedo contenta, ma non capisco bene cosa cambierà per me.

Ecco i cambiamenti che mi riguardano:

  • identità, sì, cambio cognome, so che l'uomo che sposa non è mio padre, ma per il mondo da quel giorno e per sempre lui è mio padre e lo è sempre stato, in un discorso mi fa promettere che lo chiamerò sempre papà e che non gli dirò mai che lui non è mio papà e nemmeno che lo dirò a qualcunaltro, nemmeno ai miei figli se ne avrò quando li avrò. Ho 9 anni.
  • stanza, il mio letto, anzi il letto di mia mamma diventa il mio e il letto a cassetto che usavo io diventa un cassetto per altre cose, non ho più la mia scrivania, l'armadio e lo spazio per i giochi. Ora posso fare i compiti in soggiorno e anche i giochi sono in un angolo del soggiorno e per l'armadio condivido un'anta di quello di mia nonna, la camera dove andrà il mio letto è la sua e quindi devo capire che per mia nonna è un sacrificio, che fa volentieri, dividere la camera con me. Solo a quindici anni sono riuscita ad attaccare un poster dietro il mio letto, quando ero nell'altra camera avevo i poster dei cagnolini e dei gattini, sono spariti con il matrimonio.
  • ora in casa c'è un uomo, prima eravamo solo tre donne (io, mia mamma e mia nonna), ma ora siamo una famiglia e io non devo avere vergogna... ma questa è un'altra storia, è una storia di una porta che doveva essere aperta e invece viene chiusa e di porte che "dopo" chiudo io e con la chiave!
  • e poi ci sono le liti, urla, sbattimento di porte, mia madre che non vuole che lui esca, mia madre che non vuole che se ne vada, mia madre che lo segue, mia madre che mi fa promettere che cambierò, perchè io devo cambiare perchè così lui non se ne va e io in lacrime prometto che cambio con il cuore lacerato perchè mia madre mi ha appena detto che se lui se ne va, anche lei se ne va e io non mi ricorderò più di aver mai avuto una madre, ogni volta che mi diceva questa frase io morivo, scoppiavo a piangere, un pianto straziato, il cuore mi si lacerava e sentivo davvero il dolore, e avrei fatto di tutto per un suo abbraccio e per sentirmi dire che no, non se ne sarebbe andata.

Non so se questi sono traumi, per la mia famiglia, e intendo zii e cugini e parenti vari, io sono stata fortunata ad avere un padre, sono stata fortunata ad avere quest'uomo che mi ha riconosciuta, e poi ci voleva proprio un uomo in casa per darmi un po' di disciplina e quindi l'irriconoscente e la bambina capricciosa e viziata ero io.

Ci ho messo molti e molti anni e un bel po' di pensieri di voli nel vuoto prima di capire che forse, anche se ero l'unica a pensarla così, la sbagliata non ero io, me lo devo ancora ripetere spesso però.

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passato, orma
venerdì, 03 luglio 2009

Ci ho pensato la prima volta su un tetto di una casa in montagna a 11 anni, poi ho visto la Dora Baltea da un ponte.

A 14 prendevo il treno tutti i giorni e ho guardato i binari.

Poi crescendo ...

E' sempre stato un pensiero più o meno ricorrente, però aspettavo la "cosa bella" senza sapere che cosa potesse essere e questo ha impedito al pensiero di diventare azione.

Ora ho visto i quattro occhi di questa cosa bella e il pensiero si è un poco allontanato.

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ricordi, mal di vivere, orma
mercoledì, 01 luglio 2009

Se non mi piacciono le cambio e voi dovete giocare come dico io.
L'état c'est moi!
Sugli aerei di Stato ci sale chi voglio io gratis e il popolino si smazza ritardi e scioperi delle linee ferroviarie e aeree di Stato con biglietti sempre più cari.
Nei palazzi presidenziali pagati dai contribuenti ci faccio le feste che voglio invitando chi voglio e il popolino faccia pure gli equilibrismi per pagare affitti e mutui.
Ora è tutto affidato ai servizi segreti e quindi faccio quello che voglio coperto dal segreto di Stato.
Sssshhhhhh! Non ditelo a nessuno però!

Qui l'articolo che ne parla

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mondo, indignazione, così per dire
lunedì, 29 giugno 2009
Ora si parlano, è già da un po', è vero, però sta diventando più evidente.
Cominciano i piccoli discorsi, sui giochi, sulle cose fatte.
La scorsa Domenica mattina Giada si è svegliata, stranamente dopo Gaia, appena ha aperto gli occhi ha cercato subito sua sorella "Gaia!?", l'ha vista e ha detto: "mi sono svegliata", io le ho detto "bene" e lei un po' risentita ha detto: "dico a Gaia!!!" (ndr. stavo parlando con Gaia, non mi seccare).
Quel "dico a Gaia" si sta ripetendo sempre più spesso ultimamente, anche per i racconti del nido, nche per le domande, anche per i perchè.
La sorellitudine si sta intensificando con il dialogo, mi aspetto al più presto i segreti.
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crescere, giocare, bimbe, sorellitudine, domande e dialoghi
giovedì, 25 giugno 2009

GiGa

Questi sguardi non ammettono incertezze.

Oggi sono bambine, domani saranno donne.

Ma, soprattutto, continueranno ad essere INDIVIDUI!

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